Disabilità o dis-Abilità?

sezione: Cultura

Spesso ci chiediamo il significato di questa parola ed il concetto che essa racchiude.

La parola si compone di dieci lettere, data dall’unione di tre lettere “dis” e da altre  sette lettere “abilità”. Questa semplice riflessione grammaticale per dire come la parte preponderante (il 70% della parola) del concetto sia legato alla presenza di una abilità /conoscenza rispetto alla mancanza.

Una frase ormai entrata nell’uso è “da vicino nessuno è normale…” che ci fa capire come il concetto di diversità sia del tutto soggettivo e semplicemente legato a dei concetti culturali e sociali,  così come i primi colonizzatori bianchi in Africa erano visti come dei diversi, lo stesso approccio può applicato al concetto di disabilità; non sempre ciò che è meno comune deve essere considerato diverso (o comunque da allontanare).

 

E’ chiaro come alcune patologie possano creare degli indubbi limiti (cognitivi, sensoriali, ecc.) tuttavia tutti siamo delle persone e come tutti abbiamo degli aspetti adamantini interiori che possono e devono essere coltivati per essere messi in evidenza e la società ci deve dare modo di poterlo fare.

 

Spesso nelle persone definite “diversamente abili” alcune caratteristiche sono estremizzate quasi a compensare la mancanza di altre, basti pensare alle capacità mnemoniche di alcuni autistici per le date oppure alla capacità di sentire e riprodurre la musica, riconoscendo le note ad orecchio pur non sapendo ne leggere e ne scrivere musica.

L’interpretazione della disabilità come mero handicap, nel migliore dei casi innesca comportamenti narcisistici di aiuto. Nel peggiore genera indifferenza o ostilità. Ma in tutti i casi tiene ben separate le persone. Rassicurandone alcune e, quasi sempre, emarginandone altre.

 

 


 

Ma qual’è la risposta a questa situazione? Una sola! L’inclusione sociale.


Solo attraverso l’integrazione di tutte le diversità (fisiche, mentali, di colore, di razza, etc.) si può pensare ad una vera inclusione sociale.

La moderna concezione della disabilità è diversa rispetto al passato quando al modello medico si è sostituito un modello sociale.

Nel modello sociale quello che prima era un problema personale diventa un problema della collettività. Alla cura medica e al trattamento individuale, si affiancano la necessità di integrazione e, conseguentemente, l’azione sociale e politica. La modificazione dell’ambiente diventa importante quanto l’intervento sulla persona. Non ci si prende più cura del disabile in un’ottica assistenziale, ma si garantisce un diritto: il diritto alla qualità della vita.

 

 



E’ l’ambiente che crea la diversità…


Chiunque in qualunque momento della vita può avere una condizione di salute che in un ambiente sfavorevole può renderlo disabile, si pensi agli anziani oppure a patologie inabilitanti temporanee.

Così, per esempio, una persona disabile ma integrato in una solida rete sociale e un ambiente favorevole, può avere una migliore qualità della vita  rispetto a una persona normodotata che presenti caratteristiche opposte.

La rete ed i legami sociali possono essere creati attraverso attività semplici e che spesso possono apparire banali, due fra tutti la qualità del proprio tempo libero e lo sport. Mentre per quanto riguarda l’educazione essenziale, seppur come tutte le mancanze che spesso ci sono, le istituzioni garantiscono un minimo di assistenza, il tempo libero spesso si trasforma in tempo vuoto. Quindi avere una buona qualità della vità non vuol dire garantire solo un lavoro, ma anche delle opportunità di svago e di divertimento, che la nostra società non basata più solo sul sostentamento ci permette. Lo sport infine è un fattore di partecipazione alla vita sociale, di tolleranza, di accettazione delle differenze e di rispetto delle regole, di diffusione di valori fondamentali quali la sana competizione e il rispetto del proprio avversario, l’assunzione di responsabilità e il senso di collettività.

 

Alla fine di questa breve disamina con pensieri in libertà sul concetto di disabilità non è possibile non citare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (2007), ovvero la pietra miliare che sancisce i diritti delle persone con disabilità  mettendoli al livello più alto, con competenza sopranazionale e sovrapolitica.  L’Articolo 1 della Convenzione cita infatti “Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri” .


 


 

 

 

Alberto Montironi

Presidente Associazione Los Amigos -  tempo libero disabili

www.losamigos.it

Vice presidente Anffas onlus di Cinisello Balsamo

Via canzio 11 cinisello balsamo

alberto.montironi@losamigos.it

Tel . 347.048.22.56


 


 

 

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