Fotografare la natura e l’ambiente che ci circonda

sezione: Cultura

La fotografia di paesaggio e natura si sviluppa parallelamente ai movimenti per la conservazione e tutela dell’ambiente nei paesi anglosassoni.


Fotografia di G. Mannetta - Paesaggio Natura

Fotografia di G. Mannetta - Paesaggio Natura



Siamo nella seconda metà dell’800 negli USA e le immagini del selvaggio west ad opera dei primi pionieri–fotografi, risulteranno fondamentali per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere l’istituzione dei primi parchi nazionali (Yellowstone, 1872).

Uno dei più grandi fotografi di paesaggio, Ansel Adams, attivo dagli anni ’30 e scomparso non molti anni fa, è stato anche sostenitore dell’associazione ambientalista californiana Sierra Club.


Nel nostro paese, nonostante l’istituzione del primo parco nazionale (Gran Paradiso) risalga al 1922, l’interesse per la fotografia di paesaggio e natura è piuttosto tardivo: solo all’inizio degli anni ’70 si costituiscono le prime associazioni, e all’inizio del decennio successivo nascono le prime riviste del settore.



Mentre nel nord Europa l’interesse per la natura resiste, in quanto radicato nella cultura comune, in Italia negli ultimi anni sembra essersi affievolito: ne è la prova la progressiva conversione delle già citate riviste una volta contraddistinte principalmente dalla ricerca di un’elevata qualità dell’immagine) che ora si occupano anche di viaggi, escursioni, di attualità, salute e temi di interesse generale.




Fotografia di G. Mannetta - Macro

Fotografia di G. Mannetta - Macro


 

Ma l’interesse per la fotografia di natura caratterizza ancora la produzione di moltissimi appassionati (come il sottoscritto), che vedendo ridursi le possibilità di pubblicare le proprie immagini si indirizzano verso concorsi, l’organizzazione di mostre e quindi verso lo sviluppo di uno stile personale e di tematiche aperte anche ad altri generi fotografici.


Dopotutto la strada che porta alla creatività non prevede condizionamenti da parte di committenze varie, né è compatibile con la routine del mestiere.


Per quanto mi riguarda, ho ben presto abbandonato la caccia fotografica a favore della fotografia di paesaggio e macrofotografia (foto a distanza ravvicinata: nel mio caso i soggetti sono farfalle, libellule e simili).




Trascorrere giornate in un capanno mimetico in appostamento in zone tra l’altro caratterizzate da pochi e diffidenti animali non mi sembrava una strategia vincente, mentre i generi da me prescelti mi consentono un controllo sulla composizione e sulla luce fondamentale per le immagini di qualità.


Fotografia di G. Mannetta - Paesaggio Urbano

Fotografia di G. Mannetta - Paesaggio Urbano





Parlando dei miei lavori voglio anche cogliere l’occasione di menzionare (e quindi ringraziare) i fotografi che mi hanno profondamente ispirato nel corso di tutti questi anni: Ernst Haas, Ansel Adams, Harald Sund, John Shaw, Tim Fitzharris, Frans Lanting, Galen Rowell.


Invito tutti gli appassionati e chiunque abbia un minimo interesse per la fotografia di paesaggio e natura a effettuare ricerche su questi grandi nomi, anche se sono sicuro che molti hanno già avuto modo di conoscerli e ammirare le loro splendide immagini.



Un ultimo invito che ripeto spesso al termine dei miei corsi di fotografia: imparare a guardare l’ambiente in cui si vive, senza aspettare il viaggio in luoghi esotici.


Nelle foto di paesaggio l’atmosfera dovuta alla luce e alle stagioni è più importante del luogo stesso.

 

 

 

 

Giancarlo Mannetta

Fotografo e architetto

www.giancarlomannetta.it



 

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2 Risposte su “Fotografare la natura e l’ambiente che ci circonda”

     
     

 

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