Pescatori di sogni di Franz Rossi

In una piovosa e malinconica domenica pomeriggio, dopo aver svolto un paio di commissioni, me ne tornavo verso casa.

Li ho visti mentre rallentavo all'approssimarsi dell'incrocio in una squallida strada dell'hinterland milanese.
Da un lato i capannoni di una vecchia area industriale: alcuni ristrutturati ma già con gli evidenti segni del tempo che passa, altri abbandonati al loro destino.
Dall'altro lato i palazzoni di periferia e un piccolo parco che vorrebbe ingentilire la strada.

Erano in tre.
Più che le fattezze, a svelare le origini magrebine erano degli assurdi piumini a strisce bianche rosse e bordeaux.
Come si può indossare un piumino con una temperatura di 15 gradi?

Le facce paffute, invece, rivelavano l'età: potevano avere tra i 10 e i 13 anni.
Ma, come sempre accade ai ragazzi, l'altezza era completamente diversa.
Uno era alto e piuttosto robusto, il secondo appena più basso ma decisamente magro ed infine il terzo era minuto, sia come altezza che come stazza.

Il più grosso, che io mi prefiguravo essere il capo della banda, reggeva orgogliosamente in mano una canna da pesca di quelle moderne, telescopica, con un mulinello nero.
Gli altri due sembravano voler aiutare a reggere il tesoro.
In quel momento stava piovendo.
Loro sorridevano e chiacchieravano, i capelli neri bagnati che si incollavano alla fronte, ignari di tutto che non fosse la canna da pesca.

Il semaforo è diventato verde e sono stato portato via dalla fila delle macchine.

E pensavo a quei ragazzi, ed invidiavo la loro spensierata giovinezza.
Quando una canna da pesca, persino nella non certo pescosa Milano, è un passaporto per un mondo di sogni.

Franz
I'm not going anywhere,
I'm just enjoying the track

 

Per gentile concessione di Franz Rossi - X.Run

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