Attenti al souvenir esotico.
Animali vivi o imbalsamati, portachiavi con cavallucci marini, strumenti musicali con gusci di tartaruga, oggetti con piume di uccelli selvatici, statuette in corallo rosso, gioielli di avorio, alcuni medicamenti ottenuti da ossa di tigre o da corna di rinoceronte. Sono una miriade gli oggetti, talvolta animali e piante vive, che sono spesso e a cuor leggero divenuti regali o ricordi di un paese esotico in cui siamo stati.
Non è più accettabile farlo senza sapere a cosa ciò significare. Come avrai modo di verificare negli approfondimenti proposti a fine pagina, in caso di dubbio è meglio non “sporcarsi” le mani.
Sì, perché la smania del souvenir a tutti i costi rappresenta una minaccia gravissima per molte specie di flora e fauna selvatica. Se vogliamo destarci dall’illusione che sia un problema marginale, ci basterà pensare che il business di animali e piante rare è di circa 30 miliardi di euro l’anno, secondo solo al narcotraffico e al commercio di armi.
Una vergogna per tutti.
Accettare come regalo o acquistare prodotti ottenuti con animali o piante rare, significa concorrere a mettere a gravissimo rischio le specie da cui sono ottenuti questi prodotti, e non parliamo di qualche animale o alcune piantine. Il Cites (Convention on International Trade of Endangered Species o Convenzione Internazionale sul controllo del Commercio di specie di fauna e flora in via di estinzione) è stato sottoscritto nel 1973, oggi conta 170 paesi di tutto il mondo ed è uno strumento fondamentale per combattere questa piaga. Oggi disciplina il commercio dello strabiliante numero di ben oltre 30 mila specie di animali e piante selvatiche a rischio: a tanto ammonta la cifra di esseri viventi messi in crisi dagli uomini e dal nostro stile di vita spesso irrispettoso.
E’ quindi fondamentale che i turisti acquistino animali piante o prodotti ottenuti con parti di essi in maniera consapevole, verificando se sono disponibili o si possono richiedere le necessarie autorizzazioni CITES e UE.
Talvolta introdurre nell’habitat nostrano animali o piante esotiche può avere conseguenze ed effetti dannosi pericolosi, invasivi, infestanti per gli stessi ecosistemi in cui viviamo. E’ opportuno valutare i rischi di scelte sconsiderate: oggi in Europa vivono oltre 1.000 specie pericolose per l’ambiente. Per esempio, al parco di Villa Pamphili di Roma, le acque del lago ospitano molte tartarughe nordamericane, che abili a nuotare e formidabili predatrici sono divenute un problema serio per altri animali del parco. L’ambrosia artemisiifolia, per citare una pianta, originaria del Nordamerica, è il più temibile polline, causa di molte allergie.

Infine, per i disattenti, per gli insensibili alle tematiche ecologistiche e di rispetto degli altri, per coloro che si sentono furbi nel sfidare le norme o disposti a umiliare il nostro Pianeta per profitto, sarà utile ricordare che le norme internazionali sono rigide e quelle dell’unione Europea prevedono multe salatissime, che possono arrivare perfino a 100.000 euro.
Pensaci. E fai pensare gli altri.
Se desideri approfondire l’argomento:
- sul sito www.cites.org puoi conoscere meglio le caratteristiche della trentacinquennale istituzione CITES;
- sul www.eu-wildlifetrade.org trovi le norme comunitarie per il commercio di animali esotici e selvatici rari, a cura della Commissione Europea per l’Ambiente;
- puoi consultare il meraviglioso sito di WWF Italia dedicato al turismo, clicca qui, e imparare come vivere il turismo in modo più responsabile;
- curato da WWF Svizzera c’è un piccolo pdf per comprendere in poche battute quali devono essere i nostri limiti e quali criteri ci devono orientare nelle scelte degli acquisti che facciamo: clicca qui.
E allora, sia che tu sia partito che per le tue prossime ferie, Buone Vacanze!

Scopri di più su Baci alla Terra.