C’è ancora speranza, possiamo salvare il Pianeta: l’unico in cui l’uomo può vivere. Ecco come…
I problemi che affliggono il nostro Pianeta sono tanti, ma altrettante possono essere le soluzioni. Tuttavia non è così semplice. A un problema non sempre corrisponde, in maniera lineare, una soluzione. Dal momento che le problematiche sono ampie e riguardano più componenti che interagiscono tra loro, anche le modalità per porvi un rimedio, dovendo tener conto di più fattori, sono complesse e di non immediata efficacia. Per questo nella maggior parte dei casi si parla di strategie o di progetti a lungo termine.

Madre e figlia di Orango. Kalimantan, Borneo, Indonesia. (c) WWF - Canon / Alain Compost
Un altro aspetto, in genere sottovalutato ma importantissimo, riguarda la mentalità. Il nostro stile di vita si è sempre più allontanato dalla natura e il nostro modo di pensare si è “metropolitanizzato”. Fermare la deforestazione, salvare una specie in via d’estinzione, o contribuire a diminuire le emissioni di anidride carbonica modificando i nostri comportamenti quotidiani significa prima di tutto cambiare la nostra forma mentis e fare nostri quei concetti e quei valori di cui la Natura è portatrice.
Uno di questi è la mancanza di confini. Una foresta, un fiume o una prateria non si limitano a stare entro i confini politici di un paese, ma si estendono in assoluta libertà fin dove le condizioni biologiche lo consentono. Questo per chi lavora nel campo della Conservazione ha un preciso significato, ossia l’intervento deve essere transnazionale e andare oltre gli interessi particolaristici.
Una delle soluzioni che il WWF sta promuovendo è data dalla Strategia di Conservazione su Base Ecoregionale (ERC) che si basa sul coinvolgimento degli stakeholder presenti in un contesto territoriale omogeneo denominato Ecoregione e che può comprendere più paesi o addirittura continenti diversi. La macchia mediterranea per esempio, a dispetto del nome, si trova non solo nei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo ma anche in Sudafrica, in un tratto della costa californiana e del Cile, e nell’Australia occidentale, e per questo richiede interventi simili.
Altro percorso risolutivo è l’istituzione di parchi e aree protette, zone create appositamente per la salvaguardia delle coste, delle montagne, dei mari, dei fiumi e delle isole, e delle innumerevoli forme di vita che ospitano. L’intento è quello di educare al rispetto della Natura, senza considerarla esclusivamente una fonte cui attingere senza scrupolo ma per il suo valore intrinseco.
Il turismo può essere all’origine dello sfruttamento intensivo del territorio che avviene spesso senza limiti e regole. Il luogo, la cosiddetta meta turistica, perde improvvisamente di tridimensionalità e viene considerato soltanto in base a quanto può fruttare da un punto di vista economico, senza alcun rispetto per le sue caratteristiche sociali e ambientali.
Per questo è nata una nuova forma di turismo, detta turismo responsabile, tesa proprio alla responsabilizzazione del viaggiatore. Un modo di visitare i siti di destinazione e relative popolazioni autoctone cercando di capirli, conoscerli e di conseguenza, rispettarli.
Agendo a livello globale per proteggere gli habitat in pericolo, il WWF è impegnato nella lotta alla povertà perchè solo il mantenimento di un ambiente sano assicura la sopravvivenza e la capacità di futuro per le popolazioni che vi abitano.
Attraverso la Cooperazione Internazionale, il WWF agisce quindi per integrare gli obiettivi di conservazione con i bisogni delle persone più vulnerabili, considerando che sono proprio i più poveri della terra che soffrono maggiormente le cause del degrado ambientale, e che la sostenibilità ambientale è condizione trasversale e indispensabile al raggiungimento degli altri sette Obiettivi di Sviluppo del Millennio individuati dalle Nazioni Unite.
L’attività di cooperazione internazionale del WWF è declinata a diversi livelli: con progetti concreti sul terreno per uno sviluppo integrato economico, sociale e ambientale; attraverso educazione e capacity building; con attività di policy globale nell’ambito della governance (aiuto allo sviluppo, sviluppo economico mondiale, agricoltura e sviluppo rurale, commercio mondiale e investimenti, lotta alla povertà).
“Mai nulla di grande è stato realizzato se non da chi ha osato credere che dentro di sè ci fosse qualcosa di molto più grande delle circostanze”
Bruce Barton